Il servizietto pubblico

By andreamari

Dal sito www.articolo21.info: “Dopo un’estate di polemiche la Rai ha scelto di
sostituire nel cda Angelo Maria Petroni con Fabiano Fabiani. Ma
l’ex numero uno di Finmeccanica dovra’ superare lo scoglio dell’8
novembre, quando il Tar del Lazio discutera’ la revoca di Petroni.
Fabiani e’ attualmente presidente dell’Acea (azienda
municipalizzata romana dell’elettricita’ e del servizio idrico) e
dell’Apt (Associazione dei produttori televisivi). Manager dal
lungo curriculum, Fabiani e’ nato nel 1930. E’ entrato in Rai nel
1955 come giornalista nel Tg dove ha scalato i vertici di viale
Mazzini fino a diventare direttore del telegiornale e poi vice
Direttore Generale per il coordinamento delle Direzioni Tecnica,
Amministrativa, Commerciale e del Personale. Lasciata la Rai ha
fatto una lunga esperienza nel management pubblico. Nel 1978 e’
stato direttore centrale all’Iri. Dal 1979 AD delle Autostrade.
Quindi la lunga esperienza in Finmeccanica, dove nel 1981 e’
entrato nel cda e poi e’ diventato direttore generale di
Finmeccanica. Quindi dal 1985 amministratore delegato e dal 1995
presidente. Dal 2000 una lunga stagione nelle aziende romane: nel
2000 e’ stato Amministratore Delegato di Cinecitta’ Holding,
quindi dal 2002 al 2003 e’ stato presidente dell’Azienda Speciale
Palaexpo. E’ presidente dell’Acea dall’11 maggio 2007. “

ansa_10556081_320901.jpgAngelo Maria Petroni

ansa_11163352_54210.jpgFabiano Fabiani

Dopo un anno e passa di polemiche perlopiù inutili, il buon Padoa-Schioppa ha finalmente rimosso Angelo Maria Petroni, l’uomo che paralizzava la RAI, e l’ha sostituito con il teenager di cui sopra. Dunque tutto normale, adesso la TV pubblica, finalmente libera dalle catene berlusconiane, tornerà ad essere servizio pubblico? Personalmente penso che se dicessimo questo ci prenderemmo tutti per il culo. Per l’ennesima volta il governo di turno ci sta derubando di qualcosa che è nostro nel silenzio totale dei telegiornali e dei giornali più o meno indipendenti: sarebbe bello crederlo, ma non è cacciando via una mezza tacca come Petroni che si risolvono d’un colpo i problemi della RAI, nè si può risolverli con proposte tipo quella di Veltroni (un amministratore unico al posto del Cda), nè tantomeno con la nomina di uno come Fabiani. Niente da dire sulla qualità della persona, come del resto non si possono disconoscere i curriculum notevoli di alcuni degli attuali consiglieri (uno su tutti, Sandro Curzi, ma anche Malgieri, Rognoni e Rizzo Nervo): il punto è che uno come Fabiani ha scritto in fronte, grande come una casa, “Sono l’uomo di Prodi”. Insomma si tratta di una persona con un marchio politico che è impossibile ignorare. Ora, se non ricordo male, un anno fa, al momento del cambio di governo, il ministro Gentiloni promise di cancellare quanto prima l’orrida legge Gasparri, che aveva reso la RAI il regno della lottizzazione più sfrenata, per mettere in discussione in Parlamento una proposta di legge popolare avanzata da molti intellettuali, scrittori e giornalisti. In questa legge si dice tra l’altro che il Cda della RAI non può in alcun modo essere composto esclusivamente da persone di nomina politica. Dunque una proposta meravigliosa, anche perchè la RAI, essendo pubblica quindi di tutti, è anche di chi non vota affatto: peccato che Gentiloni, dopo tante belle parole, si sia come dimenticato di questa proposta per concentrarsi su altri problemi evidentemente più importanti (quali siano non è dato sapere), mentre l’Europa sta per sanzionarci con una maxi-multa perchè la Corte Europea si è accorta, con tempismo squisito, che la legge Gasparri è, in parole povere, contraria alla concorrenza quindi favorevole al monopolio, sempre quello, ormai è perfino inutile specificarlo. Ora non so voi, ma che l’Italia debba pagare con i nostri soldi per una cosa che colpevolmente non è stata risolta per tempo nonostante le numerose promesse dovrebbe fare incazzare un po’ tutti, non solo quelli che come me hanno votato centro-sinistra.

In conclusione, vorrei rivolgere un appello al ministro Gentiloni, affinchè ci liberi al più presto di quello schifo che si chiama legge Gasparri e liberi finalmente la RAI da persone come quelle che la dirigono attualmente. Si faccia al più presto una nuova RAI dei professori, stavolta però ci si metta gente che di TV ne capisce davvero.

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