Com’era bello il mio TG1

By andreamari

Vedere il TG1 di questi tempi non è un bello spettacolo: chi si aspettava, dopo il cambio della guardia alla direzione, con Gianni Riotta al posto di Mimun, è rimasto assai deluso. Anch’io, seppure a malincuore, mi lego a questa schiera: chiariamo una cosa, tra Riotta e Mimun c’è un abisso, se non altro con la nuova direzione il TG è meno smaccatamente marchettaro di quanto fosse prima, ma è anche vero che i bei tempi della direzione Lerner sono lontani anni luce.

Mi aspettavo, quando Riotta ha preso in mano la direzione, solo due cose: l’eliminazione del “panino”, questa schifezza incomprensibile e indigesta in cui vengono stipate fino a 20 dichiarazioni politiche in un minuto e mezzo, per la gioia degli spettatori che, come è noto, per nulla al mondo rinuncerebbero alle perle di Mastella e Calderoli, e una visione del mondo più aperta, che detto così può suonare altisonante, mentre in realtà significa solo dare spazio a qualche voce fuori dal coro.

Dopo un anno di cura Riotta, niente di tutto questo: i politici continuano a dichiarare a tutto spiano e il TG1 è quanto di più asettico si possa immaginare. Cambiano i paninari ma il panino resta lo stesso, e chi lo confezionava prima ora vi compare come intervistato: si perchè l’ex “paninaro” Pionati ora fa il parlamentare nelle file dell’UDC, dopo essersi guadagnato l’eterna riconoscenza della CDL per l’ottimo lavoro svolto dal 2002 al 2006.

Ora, mi rendo conto che per cambiare ci vuole tempo, ma dopo un anno non era forse lecito pretendere qualcosa di più? E’ come lo vogliamo chiamare l’imbarazzante servizio dell’8 Settembre sul V-Day? Non dico che Grillo dovesse avere tutto lo spazio del TG, ma il V-Day era chiaramente la notizia del giorno, e il TG1 l’ha trattata come una robetta da niente, forse per non far incazzare qualche padrino a Montecitorio o da qualche altra parte. Ora, io non sono un fanatico di Grillo, condivido solo alcune delle sue prese di posizione, ma mi piacerebbe vedere per una volta una scaletta di un telegiornale assemblata secondo criteri giornalistici e non di convenienza politica. E’ troppo chiedere questo al TG1, che fino a prova contraria è il TG più seguito del cosiddetto servizio pubblico? Caro Riotta, se ci sei batti un colpo

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