Per oggi due cosette veloci, domani o giù di lì aggiornamenti più corposi.
Intanto un accenno alle candidature: Sandro Bondi, che crede ancora alle parole di Berlusconi e probabilmente anche alla Befana, aveva annunciato solennemente che il Pdl non avrebbe candidato inquisiti e condannati, salvo le vittime di processi politici. Sembrava una cazzata, e infatti lo era: tanto per cominciare, trovare degli incensurati nel Pdl è impresa titanica, dato che i soci fondatori FI e AN sono i due partiti che contano nelle loro file il maggior numero di parlamentari nei guai con la legge; aggiungete che in corso d’opera si è aggregata la cosiddetta Nuova DC di Rotondi, che nel 2006 aveva fatto eleggere Pomicino e De Michelis, e che a liste chiuse si è scoperto che i candidati del Pdl sono per l’80% gli stessi figuri eletti due anni fa e il gioco è fatto. Certo, vedendo che almeno Lino Jannuzzi era stato escluso, avevo temuto per un attimo che il Cavaliere avesse accantonato definitivamente i giornalisti pataccari. Malfidato che non ero altro: il settore informazione è sempre coperto grazie al prode Renato Farina in arte “Betulla”, quello radiato dall’Ordine perchè faceva sia il giornalista che l’agente segreto (roba da far impallidire Austin Powers). Se ancora non bastasse, c’è sempre il camerata Ciarrapico, la cui fedina penale è, se possibile, più nera delle sue idee politiche: Berlusconi ha spiegato che il Ciarra gli serve perchè possiede un po’ di giornali (tipo “Ciociaria Oggi”) che si possono sfruttare per fare propaganda, dal momento che la grande stampa italiana è notoriamente affiliata al Comintern. Ora va bene tutto, ma dire che il “Corriere” o “La Stampa” sono di sinistra è veramente troppo: non pretendo che Berlusconi dica la verità (c’e un limite a tutto), mi accontenterei di scuse migliori. Se questo è il massimo che i suoi ghost writers riescono ad inventarsi, c’è una sola spiegazione possibile: Berlusconi, per risparmiare, ha licenziato quelli vecchi e si è comprato in saldo quelli del centro-sinistra.
Adesso una cosa che mi ha sconvolto: la settimana scorsa Giuliano Ferrara, un uomo convinto che l’intelligenza si misuri a peso, ha fatto una manifestazione per la sua lista. Sul palco è salito, tra gli altri, Giovanni Lindo Ferretti, che ha cantato Te Deum per i presenti (pochi, peraltro). Che è successo a Ferretti, l’uomo che con i CCCP e i CSI ha cambiato il rock italiano? Non posso fare a meno di pensare, con grande dolore, che stavolta il buon Giovanni, che peraltro da tempo ha riscoperto la religione, si sia fatto gabbare in maniera indecente. Come ha potuto uno intelligente come lui farsi fregare da un Ferrara qualsiasi? Tristezza infinita.
P.S.: caro Vince, il post sui Lalène lo faccio in serata o al più tardi domani, promesso.
Tag: Berlusconi, candidature, Ciarrapico, Farina, Ferretti, Giuliano Ferrara, Pdl
Marzo 13, 2008 alle 12:13 am |
Heilà; devo ammettere che questa cosa mi ha sconvolto. Mi terrò informato sui quotidiani on line. Però credo la sua trasformazione sia dovuta alla crisi di ideali del nostro secolo. Anche il Ferretti ha perso lo spirito e si sente uno sconfitto. Sembrano parole banali ma qua non c’è davvero più nessuno che vuole lottare, nemmeno per un gelato al pistacchio. E non intendo lottare come “compagni, andiamo!”, semplicemente è un essere propositivi senza stare li a menarsela perchè il mondo va a rotoli. Così. Comunque mediterò su questo guru dell’alternative italiano che si è trasformato. E non ti preoccupare per il post, pensa e sii oggettivo, come se facessi una critica musicale a persone che non conosci ma che hai sentito una sera, per caso, in una notte d’inverno…ciao bel om, a presto, e continua così!
Marzo 23, 2008 alle 8:55 am |
Un’ epistola d’addio a Giovanni Lindo Ferretti.