L’evento ha avuto luogo a casa di Franz il 9 febbraio: ragazzi, sono arrivati i Lalène, e da questo momento in poi, sulla scena rock di Codrea, niente sarà più come prima.
Parte la musica, e noto subito due cose: intanto che il casino delle chitarre sovrasta tutto, voce compresa (medaglia al valore per Edo che si è rovinato le corde vocali per farci capire qualcosa, purtroppo senza successo), poi che portarsi l’accendino di riserva per sottolineare i momenti più epici è stato completamente inutile. Questo per due motivi: tra le sei canzoni che hanno suonato non c’era “Albachiara”, fatto che mi ha sconvolto e a tratti indisposto, e poi le luci erano tutte accese, quindi a che cazzo serviva l’accendino? Tralasciando le mie aspettative deluse, passiamo ai lati positivi: le canzoni sono di buona stoffa, le melodie interessanti e il lavoro strumentale in generale è stato fatto con cura, ottenendo come risultato una musica che si colloca tra il post-rock e il pop di buona fattura. Neanche i testi, ricchi di tentazioni marlenekuntziane, mi dispiacciono, peccato solo che quella sera non se ne sia capita neppure una sillaba. Infine devo dire che l’idea di prendere Edo come cantante è stata vincente: la foto in cui tiene in mano un rotolo di carta igienica vale più di mille dei miei articoli, e continuerà a perseguitarmi finchè vivrò (se Vince mi concede di usarla, la piazzo nel post alla prima occasione).
In conclusione: cari Lalène, spero che quest’articoletto serva a far estendere la vostra fama almeno fino a Coccanile, cosa di cui peraltro dubito, poi per favore, quando incidete il demo, fatemene una copia speciale con una bonus track (se proprio vi fa schifo “Albachiara”, almeno un medley tipo “La danza delle api/Uomini soli”: pensateci che come idea non è male).
P.S. Le informazioni musicali di questo post sono limitate: appena avrò in mano il demo scriverò qualcosa di più dettagliato.
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