La prevalenza dei cretini

RAI di nuovo nella bufera, in seguito all’intervista di Marco Travaglio a “Che Tempo Che Fa”: tutti, destra  e  sinistra, si sono stracciati le vesti per le “accuse” che il giornalista avrebbe rivolto, “in assenza di contraddittorio”, al nuovo presidente del Senato, che per chi ancora non lo sapesse è Renato Schifani (per dire quanto dobbiamo pregare per la salute di Napolitano). Ricapitoliamo: Travaglio, nel corso del programma, ha chiamato in causa Schifani appena due volte in circa 25 minuti, prima per sottolinearne la pochezza in quanto uomo politico (e lì sono opinioni sue) con battute anche irritanti del tipo “dopo Schifani c’è solo la muffa” (personalmente sarei anche d’accordo, ma capisco che l’interessato si sia offeso), poi per ricordare, citando “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro che tutti dovrebbero leggere, che lo stesso Schifani un tempo era socio dell’azienda Sicula Brokers in compagnia di personaggi non proprio raccomandabili come il capomafia di Villabate Nino Mandalà e che magari sarebbe stato giusto, prima di eleggerlo, chiedergli conto di quei precedenti così poco edificanti, così, per vedere l’effetto che fa.

La cosa che lascia basiti è che nessuno si è scandalizzato perchè Travaglio ha paragonato Schifani alla muffa, ma in compenso tutti si sono scagliati contro le presunte accuse di mafiosità lanciate dal giornalista al presidente del Senato, con la solita, lodevole eccezione di Di Pietro, che nonostante l’italiano stentato è rimasto l’unico ad attribuire alle parole il giusto significato: non è “lanciare accuse senza contraddittorio” andare in tv a raccontare dei fatti accertati, è puro e semplice esercizio del diritto di cronaca, il difficile è farlo capire a Ruffini e alla Finocchiaro ( per non parlare di Gasparri, anche se in quel caso sarebbe fatica sprecata). Altrimenti, seguendo i “ragionamenti” di lorsignori, per fare una trasmissione, che ne so, su Falcone e Borsellino, bisognerebbe invitare in studio Riina e Provenzano perchè sennò “manca il contraddittorio”.

A questo punto, non ci resta che prendere atto della demenza insanabile di certa gente e consolarci pensando a quello che forse ci aspetta tra cinque anni: arrivano questi qui, i Ruffini e le Finocchiaro, allegria!

P.S.: Ma quant’è paraculo Fazio?

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