Barack Obama ha vinto: anzi, non ha solo vinto, ha letteralmente disintegrato John McCain. A discolpa di quest’ultimo, va detto che non era mica facile far vincere i repubblicani dopo otto anni di amministrazione Bush, una delle più disastrose a memoria d’uomo, ma è anche vero, secondo me, che McCain ci ha messo del suo, specialmente quando si è scelto come vice Sarah Palin: non ho niente contro di lei in quanto donna (tanto perchè non si pensi che sono un maschilista pieno di pregiudizi), ma è certo che questa signora è una delle persone più ottuse e ignoranti che abbiano mai fatto politica in America, e rappresenta, dal mio punto di vista, tutto ciò che si può definire cattiva politica. Sarebbe però stato divertente ritrovarsi come vice-presidente una persona che non conosce neanche la Costituzione del suo Paese (sai come ci avrebbe sguazzato uno come il grande David Letterman?). Non voglio star qui a fare della retorica sul cambiamento che avverrà e sulla sua eventuale portata storica, preferisco aspettare fiducioso che Obama si metta al lavoro e ripaghi le aspettative mie e dei tantissimi che hanno votato per lui. Registro un fatto positivo: quando è arrivata l’ufficialità della sconfitta, McCain, da vero signore, si è subito complimentato con Obama per la vittoria e ha sportivamente riconosciuto il risultato. Cose troppo difficili da far comprendere a certi politicanti nostrani tipo Gasparri, il quale, in una breve intervista telefonica ascoltabile sul sito di “Repubblica”, è addirittura arrivato a dire che ora che Obama ha vinto Al-Qaeda è più contenta: ho sentito dire che Gasparri querela chiunque osi dargli del cretino. Va bene che ognuno ha diritto a difendere la propria onorabilità, ma questo signore potrebbe anche farsi un favore iniziando a pensare prima di dire certe stronzate offensive: viene da chiedersi che fine farebbe negli Stati Uniti Gasparri, ammesso e non concesso che lì uno come lui possa anche solo sognare di fare politica, perchè è vero che gli USA sono il paese delle opportunità, ma è anche vero che a tutto c’è un limite. Perchè ho voluto raccontare questo piccolo episodio francamente squallido? Semplicemente per dimostrare la differenza che passa tra una democrazia liberale vera, anche se piena di difetti, come gli USA e una repubblichetta delle banane come l’Italia berlusconiana: là il candidato sconfitto si congratula con l’avversario e si accolla tutte le responsabilità della sconfitta (sebbene non tutte le colpe siano sue), qui da noi Gasparri dice che la vittoria di Obama farà la gioia di Al-Qaeda. Meditiamo…
Tag: Al-Qaeda, Gasparri, McCain, Obama, Sarah Palin