Missione compiuta

Agosto 25, 2008 di andreamari

Era da oltre un anno che se ne parlava, ma adesso è ufficiale: Antonio Padellaro non è più direttore de “l’Unità”, e il suo posto sarà preso da Concita De Gregorio, già inviata di “Repubblica”. I motivi che stanno alla base di una decisione tanto singolare sinceramente mi sfuggono, ma posso azzardare qualche ipotesi: non è certo un mistero che l’establishment dei DS prima e del PD poi non ha mai potuto sopportare Padellaro (come del resto non ha mai sopportato il suo predecessore Furio Colombo), e che nell’ultimo anno il partito, sotto le mentite spoglie della vecchia proprietà del giornale, le ha tentate tutte pur di fare le scarpe a Padellaro. Personalmente ricordo che il primo di quegli squallidi tentativi lo raccontò a giugno dell’anno scorso Marco Travaglio mentre presentava il suo libro “Uliwood Party”: disse che un bel giorno gli allora proprietari del giornale telefonarono a Rinaldo Gianola, uno dei vicedirettori, comunicandogli la promozione a direttore. A quel punto Gianola, che è evidentemente un galantuomo, pensò bene di chiamare Padellaro per chiedergli se ne sapeva niente, e siccome pare che Padellaro ignorasse di essere stato licenziato e fosse piuttosto incazzato, gli editori dovettero far rientrare il loro piano, ormai compromesso da quel vicedirettore troppo onesto.

A questo episodio francamente squallido e sconosciuto ai più sono seguite altre vicende che per qualche tempo hanno tenuto banco un po’ su tutti i giornali, in particolare quella della vendita, per fortuna sfumata, del giornale alla famiglia Angelucci (già editori di giornali di destra come “Libero” e inutili come “Il Riformista”), che nelle intenzioni del partito avrebbe dovuto portare Polito alla direzione in nome di un finto dialogo con Berlusconi e di un’autentica normalizzazione dell’”Unità”.

Una volta svanito il pericolo Angelucci-Polito, pensavamo di poterci finalmente leggere il giornale senza dover più temere svendite, normalizzazioni e cambiamenti di linea filoberlusconiani. E invece no, come direbbe Lucarelli: infatti questa primavera il PD, da partito di riferimento qual era, ritorna di fatto ad essere editore del giornale, e lo fa scegliendo uno dei suoi più macchinosi travestimenti, quello di Renato Soru, governatore sardo per il centrosinistra e proprietario di Tiscali, che diventa azionista di maggioranza della NIE, proprietaria del giornale. Sulle prime pare tutto normale, poi Veltroni in persona si incarica di dare il colpo di grazia a Padellaro quando rilascia un’intervista in cui auspica che una donna vada a dirigere “l’Unità”. Dal momento che Padellaro è certamente maschio, la cosa suona come un benservito ufficioso. L’ufficialità è arrivata tre giorni fa, quando è stato annunciato il cambio di direzione.

Con questo io non voglio esprimere giudizi sulla nuova direttrice, che è senz’altro una persona perbene e un’ottima giornalista, anzi spero che segua la linea che è stata prima di Colombo e poi di Padellaro, e che continui a far scrivere loro due e Marco Travaglio. Tuttavia non si può far finta di niente di fronte ad una sostituzione tanto insensata, specie alla luce di quanto è avvenuto nell’ultimo anno. Comunque vadano le cose, mi sembra doveroso ringraziare Padellaro per tutto quello che ha fatto come direttore e fare gli auguri di buon lavoro a Concita De Gregorio. Incrociamo le dita.

Così, tanto per fare il punto della situazione

Agosto 13, 2008 di andreamari

Lo so che aggiorno pochissimo, ma onestamente è un periodo, questo, in cui succedono ben poche cose interessanti: forse cambierà tutto a settembre, quando riapriranno il parlamento e “Porta a Porta” (dico “forse” perchè in tempi come questi, fatti di dialoghi molto finti e inciuci molto veri, tutto rischia di ridursi ad una marmellatina incolore e insapore, nonchè assai indigesta). Perciò di cosa parliamo? Non di Olimpiadi, tanto su quelle s’è già detto tutto quel che si poteva dire, e onestamente non me ne frega un cazzo, tanto è pacifico che il Comitato Olimpico si è squalificato da solo assegnandole a un Paese come la Cina il cui governo non rispetta i diritti umani (dettaglio evidentemente insignificante per lorsignori). Neanche di Berlusconi mi va di parlare, un po’ perchè l’uomo in sè è nauseante, poi perchè conviene aspettare settembre e l’annunciata riforma della giustizia, che si preannuncia sin da ora come la regina delle porcate (sembra impossibile, ma temo che sia vero). Parliamo di cinema? Se vi può interessare ho visto “Il Cavaliere Oscuro” e mi è piaciuto tantissimo: aggiungo che mi sarebbe piaciuto ancora di più se quella bambina seduta due posti oltre il mio avesse evitato di piagnucolare ogni volta che entrava in scena il mio personaggio preferito, ovvero Joker (non ce l’ho tanto con lei, quanto con quei cretini dei genitori, che secondo me andrebbero presi a sberle ininterrottamente per almeno due mesi). Sempre a proposito di cinema, può darsi che stasera vada a vedermi in anteprima il nuovo film di “X-Files”: ad essere sincero vedendo il trailer mi è sembrato un po’ una cagata, ma come appassionato ho il dovere morale di vederlo. Nel campo dell’home video, ho visto finalmente “Buongiorno Notte” di Bellocchio, che Sarah ha avuto la bella idea di regalarmi per il mio compleanno: ve lo consiglio, è un film bellissimo con ottimi attori, soprattutto Roberto Herlitzka (il Ludovico Cerchiobot di “Raiot”) che interpreta Aldo Moro. Libri: divorato “The House that Trane Built”, la storia della Impulse Records raccontata da un autore come Ashley Kahn (chi è appassionato di jazz conosce senz’altro i suoi bellissimi, e costosissimi, libri su “Kind of Blue” e “A Love Supreme”: se ne facesse uno anche su “Ascension” sarebbe il massimo), mi sono rimesso a leggere i noir di Ellroy, da sempre uno dei miei autori preferiti (peccato che i film tratti dai suoi libri non siano stati del tutto all’altezza delle aspettative, mi riferisco in particolare a “Black Dahlia”). Infine una bella riscoperta in campo musicale: giusto ieri sera non sapevo cosa mettere sullo stereo, quando ho messo le mani su un disco che non ascoltavo da qualche tempo e che lì per lì mi è sembrato adattissimo, con quella copertina in bianco e nero e con quelle due paroline magiche nel titolo, Village Vanguard. Sto parlando di “Sunday at the Village Vanguard” del trio di Bill Evans con il grande Scott LaFaro al contrabbasso e Paul Motian alla batteria, registrato il 25 giugno del ‘61 (giusto dieci giorni prima che LaFaro morisse a 25 anni in un incidente d’auto) nel locale più famoso della storia del jazz, che contiene pezzi meravigliosi come “All of You”, “Jade Visions”, “Solar” e soprattutto “Gloria’s Step”, il mio preferito in assoluto, preso così a tempo medio, con il pianoforte di Evans che canta un paio di volte il tema prima di lanciarsi in una improvvisazione sommessa ma assolutamente non banale, anzi. L’assolo di contrabbasso, poi, è da antologia, e dà l’idea di quanto LaFaro fosse grande, anche se per capirlo basterebbe ricordare che suonava sia con Evans che con Ornette Coleman (era tra gli otto che incisero “Free Jazz”, altro disco epocale), ovvero due musicisti che più diversi non si potrebbe. In realtà tutta la sbrodolata di prima era forse solo una scusa per dirvi due cose su questo disco eccezionale, uno dei più belli della storia, almeno secondo me. Se queso post dovesse farvi venir voglia di ascoltarvelo, mi farà davvero piacere.

Lamentazione

Agosto 3, 2008 di andreamari

Chi può aver voglia di fare alcunchè a mezzanotte e dieci? Fa caldo, a casa si vive male e a parte tutto non c’è davvero nulla da fare. Oggi è stata una giornata terribile: l’ho passata seduto nella mia stanza cercando disperatamente di inventarmi qualcosa di interessante per far passare il tempo. Leggere? No, con quest’afa è impossibile concentrarsi. Guardare un film? Ci ho provato, ma dopo mezz’ora di “Nosferatu” di Herzog ho lasciato perdere, chè non era proprio cosa. Ascoltare musica? Idem: proprio ieri avevo comprato “Mama Too Tight” di Archie Shepp, e oggi l’ho pure sentito tutto, ma ad essere onesto non sono riuscito a godermene neanche mezza nota. Il Gran Premio? Che palle! E dire che ieri non era stato neanche male: sono andato a Verona, ho visto un bellissimo “Rigoletto” ed ero pure riuscito a divertirmi. Oggi invece non c’è stato verso: tutto il giorno a lottare contro una noia più noiosa della noia stessa, e aggiungete al tutto un bel mal di testa e l’allergia che non mi ha dato tregua (campagna bastarda!). Come se non bastasse, dopodomani devo pure tornare a Bologna, il che potrebbe pure essere una buona notizia. Ma cosa credete, che vada là a divertirmi? Nossignore: la nuova organizzazione delle lauree magistrali (ex specialistiche) della sempre amata Unibo mi risparmia il test d’ingresso, ma in compenso mi obbliga a riempire un mezzo chilo di scartoffie inutili; per fare questo, dovrò girare per uffici in cerca di informazioni, visto che i demenziali siti internet dell’università mi forniscono pacchi di stronzate di nessuna importanza, ma tralasciano le cose veramente importanti. Allegria!

Mamma Del Turco!

Luglio 15, 2008 di andreamari

Ottaviano Del Turco, presidente della regione Abruzzo per il Partito Democratico, ex socialista fedelissimo di Craxi, ex presidente della commissione Antimafia (o meglio, durante la sua gestione, Anti-antimafia) è stato arrestato con l’accusa di aver preso tangenti: al centro di tutta la storia, ovviamente, la gestione della sanità, la gallina dalle uova d’oro della Seconda Repubblica (fateci caso, quasi tutti i grandi scandali degli ultimi anni, da Lady Asl a Cuffaro e via discorrendo, ruotano intorno a questo settore). Appena ricevuta la ferale notizia, Berlusconi ha detto che occorre una radicale riforma del sistema giudiziario: cosa c’entri tutto questo con le mazzette, non è dato sapere, ma forse Silvio, controllando i precedenti dell’ottimo Del Turco, si era convinto che l’arrestato fosse iscritto al Pdl, proprio come alcuni degli altri signori finiti al gabbio, appartenenti alla precedente giunta regionale di centrodestra (non sia mai che Berlusconi lasci l’esclusiva di un reato agli avversari). Veltroni, pur augurandosi che sia fatta al più presto piena luce, si è detto stupito per l’arresto di Del Turco. Mi permetto di dissentire: ammetto di essere rimasto stupito anch’io nell’apprendere la notizia, ma solo perchè mai mi sarei aspettato che un socialista fosse ancora a piede libero.

Mentre aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, godiamoci i concerti che in questo periodo abbondano: stasera in Piazza Castello ci sono gli Interpol, e quasi quasi vado a vedermeli. Se non vi va di spendere 25 euro, martedi 22, sempre in Piazza Castello, ci sono i Notwist agratis. Comunque la pensiate, buon ascolto.

Un post inutile ma divertente da scrivere perchè mi permette di dimostrarvi che ne so a pacchi di musica e perchè mi distoglie un attimo dalla politica (comunque la Wertmuller mi invidierà di sicuro questo titolo chilometrico)

Giugno 19, 2008 di andreamari

Ci sono dischi di cui non si può fare a meno, quelli che si ascoltano in continuazione, quelli per intenderci che ognuno di noi metterebbe senza esitare in una di quelle stupide classifiche tipo “I dieci dischi senza i quali non si può vivere” (come se un appassionato di musica potesse ridurre tutto a dieci miseri titoli: è impossibile, ve lo garantisco). Ci sono poi quei dischi che invece non si ascoltano sempre e comunque: magari uno passa una settimana a sentire solo quelli, poi li mette da parte e li dimentica per un po’, salvo rispolverarli dopo, che ne so, un anno e chiedersi come abbia fatto  a non ascoltarli per tanto tempo.

Io vi dico quali sono per me i dischi che rientrano in quest’ultima categoria: non è una classifica (ve l’ho già detto, per me le classifiche sono stupide), non c’è nessun ordine particolare nei titoli che sto per elencare, li scrivo così come mi vengono in mente. Ovviamente chi vuole può lasciarmi dei commenti con il suo personale elenco di dischi, e non importa quanti sono, uno o duemila per me non fa differenza: vi informo che titoli come “Hit Mania Dance” e “Buddha Bar” verranno cassati senza pietà alcuna, perchè qui si parla di musica seria (scherzo: saranno accettati con riserva, ma solo perchè sono un democratico convinto).

E ora eccovi i dischi che lascio in panchina per poi ripescarli e darmi dello stronzo per essere stato tanto tempo senza ascoltarli:

Van Morrison-”Astral Weeks“, Television-”Marquee Moon“, Bill Evans-”You Must Believe in Spring“, Sonic Youth-”A Thousand Leaves“, David Bowie-”Hunky Dory“, The Cure-”Faith“, Fabrizio De Andrè-”Anime Salve“, Jimi Hendrix-”Band of Gypsys“, John Coltrane-”Blue Train“, Slint-”Spiderland“, Siouxsie and the Banshees-”Join Hands“, Jeff Buckley-”Live at Sin-é“, John Mayall-”Bluesbreakers with Eric Clapton“, J.S. Bach-”Concerto Brandeburghese n.2“, King Crimson-”Starless and Bible Black“, Mark Lanegan-”Whiskey for the Holy Ghost“, Afghan Whigs-”Gentlemen“, Miles Davis-”Cookin’ with the Miles Davis Quintet“, Mike Bloomfield, Al Kooper & Stephen Stills-”Super Session“, Lou Reed-”Berlin“, Jefferson Airplane-”Crown of Creation“, Nick Drake-”Pink Moon“, Free-”Highway“, Piano Magic-”A Trick of the Sea“, CCCP-”Epica Etica Etnica Pathos“, Motorpsycho-”Phanerothyme“, Bob Dylan-”Blood on the Tracks“, Rolling Stones-”Exile on Main St.“, The Who-”Quadrophenia“, Area-”Arbeit Macht Frei“, Genesis-”Foxtrot“, Smashing Pumpkins-”Gish“, e infine “Still Live” di Keith Jarrett.

Adesso lascio ai lettori (cioè nessuno, immagino) la possibilità di fare i loro elenchi: attendo con ansia le vostre risposte.

P.S.: Vorrei dire ai miei amici che se non vengono a commentare un post qualsiasi moriranno fra atroci sofferenze: bastardi venite a scrivere due righe, mi riferisco in particolare a Fiore e al suo look da imprenditore in vacanza reduce da una serata al Billionaire e a Vince e alla sua Stratocaster del ‘77 col ponte fisso (gran chitarra quella).

 

O tempora, o minchias

Maggio 28, 2008 di andreamari

Bagnasco si è scagliato contro i canali porno. Attendo con ansia il comunicato di smentita che arriverà nelle prossime ore, nel quale Bagnasco spiegherà che intendeva riferirsi al TG4 e a “Porta a Porta”.

La prevalenza dei cretini

Maggio 12, 2008 di andreamari

RAI di nuovo nella bufera, in seguito all’intervista di Marco Travaglio a “Che Tempo Che Fa”: tutti, destra  e  sinistra, si sono stracciati le vesti per le “accuse” che il giornalista avrebbe rivolto, “in assenza di contraddittorio”, al nuovo presidente del Senato, che per chi ancora non lo sapesse è Renato Schifani (per dire quanto dobbiamo pregare per la salute di Napolitano). Ricapitoliamo: Travaglio, nel corso del programma, ha chiamato in causa Schifani appena due volte in circa 25 minuti, prima per sottolinearne la pochezza in quanto uomo politico (e lì sono opinioni sue) con battute anche irritanti del tipo “dopo Schifani c’è solo la muffa” (personalmente sarei anche d’accordo, ma capisco che l’interessato si sia offeso), poi per ricordare, citando “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro che tutti dovrebbero leggere, che lo stesso Schifani un tempo era socio dell’azienda Sicula Brokers in compagnia di personaggi non proprio raccomandabili come il capomafia di Villabate Nino Mandalà e che magari sarebbe stato giusto, prima di eleggerlo, chiedergli conto di quei precedenti così poco edificanti, così, per vedere l’effetto che fa.

La cosa che lascia basiti è che nessuno si è scandalizzato perchè Travaglio ha paragonato Schifani alla muffa, ma in compenso tutti si sono scagliati contro le presunte accuse di mafiosità lanciate dal giornalista al presidente del Senato, con la solita, lodevole eccezione di Di Pietro, che nonostante l’italiano stentato è rimasto l’unico ad attribuire alle parole il giusto significato: non è “lanciare accuse senza contraddittorio” andare in tv a raccontare dei fatti accertati, è puro e semplice esercizio del diritto di cronaca, il difficile è farlo capire a Ruffini e alla Finocchiaro ( per non parlare di Gasparri, anche se in quel caso sarebbe fatica sprecata). Altrimenti, seguendo i “ragionamenti” di lorsignori, per fare una trasmissione, che ne so, su Falcone e Borsellino, bisognerebbe invitare in studio Riina e Provenzano perchè sennò “manca il contraddittorio”.

A questo punto, non ci resta che prendere atto della demenza insanabile di certa gente e consolarci pensando a quello che forse ci aspetta tra cinque anni: arrivano questi qui, i Ruffini e le Finocchiaro, allegria!

P.S.: Ma quant’è paraculo Fazio?

La vittoria di Paperino ovvero Requiem per il Piacione

Aprile 29, 2008 di andreamari

Ebbene sì, amici: non bastava la batosta delle politiche, ci mancava pure Alemanno sindaco di Roma. Pareva impossibile, e invece è successo. A Rutelli sono bastate due settimane in cui si è esibito in TV più del solito con la sua aria da stronzo presuntuoso, del genere “Sta zitto e lascia parlare me che ne so a pacchi” per dilapidare cinque punti di vantaggio: non erano molti, specie se confrontati col distacco che lo stesso Alemanno s’era preso due anni fa da Uòlter, ma mantenerli non avrebbe dovuto essere un problema. Invece Rutelli, un uomo per il quale nessun fallimento è impossibile, è riuscito nell’impresa di perdere Roma. Il fatto che invece Zingaretti abbia conquistato la provincia mi pare indicativo: molta gente non guarda solo il simbolo, ma valuta anche e soprattutto la persona (visto che mi pare improbabile che la provincia romana sia popolata solo da gente di sinistra), e quando succede questo è ovvio che uno come Rutelli è destinato a restare in braghe di tela.

Vale la pena comunque di sottolineare che anche in questo caso l’informazione ha offerto una pessima prova: Alemanno si gioca l’elezione sfruttando, in molti casi biecamente, il tema della sicurezza, e nessuno trova opportuno ricordare che proprio Paperino fu uno dei pochissimi, dentro AN, a votare a favore dell’indulto. Un caso di coscienza: Alemanno era pesantemente coinvolto nello scandalo Parmalat, in quanto nel periodo in cui faceva il Ministro era andato in vacanza in uno dei villaggi di Tanzi (ovviamente senza pagare, anzi pare abbia pagato, ma solo dopo che la cosa era diventata di pubblico dominio) dopo aver brigato per gabellare come fresco un certo latte Parmalat che proprio fresco non era. Pazienza, il 53% dei romani l’ha votato, se lo ciuccino pure.

Quanto a Rutelli, meglio stendere un velo pietoso e sperare che questa ennesima sconfitta serva perlomeno a levarselo dai piedi definitivamente, come è successo dentro la cosiddetta Sinistra Arcobaleno, dove la disfatta elettorale ha lasciato dietro di sè più vittime di uno tsunami: dubito che l’ottimo Francesco si farà da parte, ma insomma sperare non costa nulla.

Per chiudere in bellezza: il cda della Rai è in scadenza. Cosa cambierà quando si insedierà il nuovo Consiglio? Ovviamente nulla: i nuovi vertici saranno nominati ancora seguendo l’orrida legge Gasparri (Grillo sparerà pure un sacco di stronzate, ma la proposta di un referendum per abolire quello schifo è davvero meritoria), la maggioranza rimarrà saldamente in mano a Berlusconi e la lottizzazione continuerà a regnare sovrana. Insomma, sarà tutto come al solito: cambieranno solo i culi da baciare e leccare, e saranno sempre culi tristi di mezza età, vista l’età media dei nostri parlamentari.

Che dire, pare proprio che ci aspetti un quinquennio dorato: aspettando che passi la nottata, e non passerà tanto presto, auguri di buona sopravvivenza a tutti.

Se una mattina di primavera un meme…

Aprile 24, 2008 di andreamari

Noto che Sarah mi ha rimbalzato un meme: oggi mi sono alzato come ogni pomeriggio alle…vabbè non lo dico perchè se passa di qui uno che si alza alle 6 per andare al lavoro potrebbe cercarmi per riempirmi di legnate, dunque mi sono alzato e mi sono trovato sto meme. Confesso che fino ad oggi ignoravo l’esistenza di questa parola, comunque trattasi in questo caso di una catena di sant’Antonio, tanto per semplificare all’inverosimile.

Il meme stavolta è: “Quali sono le 6 cose che amo particolarmente fare”. Tralascio le più ovvie, tipo mangiare, bere, scrivere e altre troppo disgustose per essere incluse nell’elenco, e mi concentro su altre che saranno scontate per chi mi conosce bene ma non per il resto del mondo. 1,2,3..via:

- Amo particolarmente discutere di politica davanti ad una birra il venerdì o il sabato con Fiore, Paolo, Tonio e gli altri ragazzi di Ferrara, ma in generale mi piace discutere di politica con chiunque.

- Amo particolarmente guardare film nella tranquillità della mia stanza, dove nessuno mi disturba (di solito).

- Amo particolarmente leggere di notte tra l’una e mezza e le quattro (qualsiasi cosa, da Thomas Mann a Dylan Dog passando per Lansdale e “L’ispettore Coliandro” di Lucarelli)

- Se non ho voglia di leggere, sempre tra l’una e mezza e le quattro amo particolarmente ascoltare musica col discman che non si chiude più e devo tenerci sopra qualcosa ma chissenefrega a me piace così: anche qui, non importa il genere musicale, ma se devo sbilanciarmi il disco ideale è il bootleg dei Cure a Wembley il 24 luglio ‘89.

- Amo particolarmente leggere l’Unità e la Repubblica mentre mi fumo una sigaretta dopo il caffè.

- Infine, amo particolarmente camminare per le vie di Bologna, magari sperando di incontrare Fiabeschi per vedere come sarà ridotto oggi.

Bene, io la mia l’ho detta, adesso cari Vince e Fiore vedetevela un po’ voi.